HomeAccadde oggiIl 16 dicembre 1975 nasce una leggenda: l’IMSAI 8080 arriva sul mercato

Il 16 dicembre 1975 nasce una leggenda: l’IMSAI 8080 arriva sul mercato

Nel cuore degli anni ’70, quando i microprocessori cominciavano a diventare oggetto dei desideri nelle mani dei pionieri dell’informatica, un evento destinato a segnare la storia del personal computing ebbe luogo esattamente il 16 dicembre 1975: IMSAI Associates, Inc. spedì i primi kit dell’IMSAI 8080, uno dei primi microcomputer “hobbistici” di successo e tra i più iconici sistemi dell’epoca.

Costruito attorno al processore Intel 8080 e dotato dell’espansione S-100, l’IMSAI 8080 non fu solo un’alternativa al celebre MITS Altair 8800, ma divenne rapidamente simbolo della cultura hacker e dei primi appassionati di computer fai-da-te.

L’azienda IMS Associates, fondata da William (Bill) Millard nei primi anni ’70 come società di consulenza, si trovò presto a dover scegliere una nuova direzione professionale quando il microprocessore Intel 8080 fece il suo ingresso sul mercato con prestazioni che sembravano portarci direttamente nel futuro. (Link Wikipedia)

Dalla collaborazione con l’ingegnere Joe Killian nacque l’idea di un sistema che potesse portare la potenza di calcolo nelle mani di appassionati e piccole imprese: così vide la luce l’IMSAI 8080, annunciato nelle riviste dell’autunno ’75 e offerto sia come kit da assemblare che come unità già montata.

La prima spedizione, quella del 16 dicembre 1975, fu dedicata proprio ai kit: appassionati e pionieri ricevettero a casa i componenti da montare, facendo partire in pratica la loro avventura nel personal computing. Il giorno seguente partirono anche i modelli preassemblati.

Caratteristiche tecniche e differenze con l’Altair

Pur ispirato al modello Altair, l’IMSAI 8080 era considerato superiore sotto vari aspetti tecnici: un telaio in alluminio più robusto, un backplane con 22 slot S-100 integrati, interruttori frontali più affidabili e LED più visibili lo resero presto la scelta di chi voleva una macchina più “affidabile” e professionale.

La configurazione di memoria variava da poche centinaia di byte a decine di kilobyte di DRAM, e il sistema supportava diverse periferiche, dai nastri a cassette ai floppy disk da 5¼” e 8”. Il software iniziale includeva interpreti BASIC e FORTRAN, oltre a una versione modificata di CP/M chiamata IMDOS.

Il grande schermo: WarGames

L’iconico design a luci lampeggianti e interruttori a levetta dell’IMSAI 8080 non rimase confinato alle mani degli entusiasti: nel film cult WarGames del 1983, il protagonista David Lightman utilizza proprio un IMSAI 8080 per connettersi, tramite un modem a coupler acustico, a un supercomputer militare credendo di giocare a un videogioco.

Quella scena rimane impressa nell’immaginario collettivo come simbolo della figura dell’hacker negli anni ’80, contribuendo a fare dell’IMSAI 8080 un’icona pop oltre che un pezzo di storia dell’informatica.

Alessandro Coletta
Alessandro Colettahttps://alessandrocoletta.com/
Art director, graphic designer, adman and writer. Analogue by birth, digital by design. Music, vinyl, Hi Fi and RetroComputing addicted.
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