Prima che ZIP diventasse lo standard universale, prima che RAR e 7z ottimizzassero gli algoritmi, c’era ARJ—un piccolo ma potente programma di compressione che negli anni ’90 tenne testa ai giganti del settore.
Sviluppato da Robert K. Jung nel 1991, ARJ (acronimo di Archived by Robert Jung) era una soluzione innovativa per l’epoca: permetteva di comprimere file in archivi multi-volume, gestire password e persino riparare archivi danneggiati. In un’era in cui i dischetti da 1,44 MB erano il principale mezzo di trasferimento dati, ARJ divenne lo strumento preferito di molti utenti DOS.
Il codice che rivoluzionò la compressione, nato da una necessità
Robert K. Jung, un ingegnere software statunitense, creò ARJ per risolvere un problema comune all’epoca: come trasferire grandi quantità di dati su supporti limitati. Mentre PKZIP di Phil Katz dominava il mercato (uscito due anni prima), ARJ si distinse per alcune caratteristiche uniche:
- Supporto per archivi multi-volume (ideale per backup su floppy disk).
- Protezione con password (una novità per l’epoca).
- Opzioni avanzate di recupero dati (grazie al sistema di checksum integrato).
La battaglia tra ARJ e ZIP
Negli anni ’90, la guerra tra formati di compressione era accesa. PKZIP era più veloce, ma ARJ offriva maggiore controllo e flessibilità.
- Molte BBS (Bulletin Board Systems) preferivano ARJ per la sua capacità di dividere file in parti più piccole, essenziale per i download via modem.
- La riga di comando di ARJ era complessa ma potente, con opzioni come -va (verifica automatica) e -r (compressione ricorsiva di cartelle).
Tuttavia, la semplicità di ZIP e la sua integrazione nativa in Windows alla fine lo resero lo standard dominante, relegando ARJ a una nicchia di appassionati.
L’eredità di un pioniere dimenticato
Oggi ARJ è quasi un reperto archeologico digitale, ma il suo impatto fu enorme. Robert K. Jung, come molti sviluppatori dell’era pre-internet commerciale, lavorò in relativa oscurità, ma il suo codice aiutò migliaia di utenti a risparmiare spazio e organizzare dati in un’epoca in cui ogni kilobyte contava.
E mentre i moderni formati come ZIPX, Rar e 7z spingono la compressione al limite, ARJ rimane una pietra miliare, un simbolo di un tempo in cui ogni byte risparmiato era una piccola vittoria, soprattutto viste che i supporti erano dei lenti, delicati floppy da 1,44 Mb.
Curiosità
- ARJ era shareware – Jung distribuì ARJ come software a pagamento (dopo un periodo limtato di prova), ma molte copie pirata circolarono nei BBS.
- La riga di comando era un’arte – A differenza di WinZip (poi GUI-based), ARJ richiedeva comandi DOS complessi, rendendolo preferito dagli utenti più esperti.
- Jung abbandonò lo sviluppo nel 2004 – Dopo anni di aggiornamenti, Jung smise di mantenere ARJ, lasciandolo come una reliquia dell’era DOS.




