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Commodore PET 2001

Il Commodore PET 2001 è il computer con cui, nel 1977, l’informatica esce dal laboratorio ed entra in casa. Monitor, tastiera, registratore a cassette e scheda madre racchiusi in un unico guscio di lamiera: nessun cavo da collegare, nessun montaggio. Si accende e funziona. Con l’Apple II e il TRS‑80 forma la “Trinità del 1977“, la prima generazione di personal venduti già pronti all’uso. È la macchina che fonda l’intera dinastia Commodore a 8 bit, quella che porterà al VIC‑20 e al Commodore 64.

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Scheda tecnica

ID inventario
3
Categoria
Modello
PET 2001
Anno
1977
Condizione
Da revisionare
Numero di serie
0634329
Esposto al museo
Sì
Proprietà
Biagio Natoli Orioles

Descrizione

Il PET 2001, sigla che sta per Personal Electronic Transactor, nasce dall’intuizione di Chuck Peddle, l’ingegnere che alla MOS Technology aveva progettato il processore 6502, e dalla scommessa di Jack Tramiel, fondatore di Commodore, sintetizzata nel suo celebre motto: “computer per le masse, non per le classi”. Il prototipo viene mostrato al CES di Las Vegas nel gennaio 1977; le prime cento unità escono dalla fabbrica a ottobre, destinate soprattutto a riviste e sviluppatori, prima della distribuzione al pubblico.

Quello che colpisce ancora oggi è la scelta progettuale dell’tutto‑in‑uno (all in one): un’unica scocca in acciaio che racchiude un monitor monocromatico Sony da 9 pollici dalla caratteristica forma trapezoidale, una tastiera a calcolatrice (“chiclet”) con tastierino numerico integrato, e un registratore a cassette, il Datassette, per caricare e salvare i programmi. Il disegno è di Peddle insieme all’industrial designer Larry Hittle, e il risultato è una macchina pensata per essere accesa e usata, non assemblata.

Sotto la scocca batte il MOS 6502 a 1 MHz, lo stesso cuore dell’Apple II, affiancato da una ROM che contiene il Commodore BASIC 1.0, fornito su licenza da una piccola azienda di Albuquerque allora poco nota — Microsoft — e scritto da un giovanissimo Bill Gates. La dotazione di memoria parte da 4 KB (modello 2001‑4) o 8 KB (2001‑8), espandibile fino a 32 KB. La connettività, sorprendentemente ricca, comprende una porta IEEE‑488 per collegare in cascata unità a dischi e stampanti, una user port e l’interfaccia per un secondo registratore.

Negli Stati Uniti e in Canada il PET ebbe ottime vendite, soprattutto nel mercato scolastico; in Europa Commodore fu costretta a ribattezzarlo serie CBM 3000 per una disputa sul marchio “PET” con Philips. È da questa architettura, potenziata in seguito nelle capacità audio/video e arricchita da uno slot per cartucce, che sarebbero nati il VIC‑20 e il Commodore 64. Per questo il PET non è soltanto un pezzo da collezione: è la radice di tutto ciò che Commodore sarebbe diventata.