Nel lontano 6 giugno 1984 su un computer Elektronika‑60 (link), Alexey Pajitnov diede vita a una delle saghe videoludiche più famose al mondo: Tetris. Affronteremo la sua storia, il successo imprenditoriale e l’eredità culturale.
Nel Computing Center dell’Accademia delle Scienze di Mosca, Alexey Leonidovič Pajitnov sviluppa Tetris sul computer Elektronika‑60, ispirandosi ai tetramini (blocchi geometrici formati da quattro quadratini). Dietro la semplicità delle sue regole si nasconde una sorprendente profondità di gioco e uno sviluppo inarrestabile.
Nel 1985 Pajitnov, con Dmitrij Pavlovskij e Vadim Gerasimov, adatta Tetris per IBM PC (MS-DOS), permettendo una distribuzione non ufficiale tra ricercatori e studenti a Mosca prima di arrivare in Europa Oriental. Il nome Tetris deriva dalla fusione di “tetramino” e “tennis”, sport preferito di Pajitnov








Nel 1986‑87 Tetris raggiunge Budapest, dove aziende come Mirrorsoft e Andromeda tentano di acquisirne i diritti. Tuttavia, poiché Pajitnov era impiegato dello Stato, la licenza era detenuta da ELORG, l’agenzia statale.
Entro il 1989, almeno sei società rivendicano i diritti del gioco su PC, console e dispositivi portatili. Nintendo, grazie all’intermediazione di Henk Rogers, ottiene la licenza per l’adattamento Game Boy (link all’articolo nel nostro sito), un passo cruciale che fa esplodere il fenomeno nel mondo.
Pur vendendo milioni di copie, Pajitnov non riceve un euro fino al 1996: solo dopo lo scioglimento dell’URSS, torna in possesso dei diritti, fonda la Tetris Company con Rogers e inizia a percepire royalty, lavorando poi per Microsoft.
Tetris è considerato uno dei videogiochi più influenti e iconici di tutti i tempi. Oltre a comparire frequentemente in rassegne sullo sviluppo cognitivo attraverso il pattern matching, ha generato il fenomeno psicologico noto come “Tetris effect” (link di approfondimento), in cui frammenti del gioco riappaiono nei sogni o nella mente dei giocatori
Oltre 200 versioni su più di 65 piattaforme, con oltre 520 milioni di copie vendute (tra scaricamenti digitali e supporti fisici), lo rendono la seconda saga più venduta al mondo. Le ricerche lo utilizzano anche come strumento di valutazione dei meccanismi cognitivi.
Conclusioni
In un contesto di oppressione ideologica, ecco un gioco che rompe silenziosamente le barriere, unendo generazioni e continenti con un flusso perenne di blocchi. In principio nato in un laboratorio sovietico, Tetris si libera, viaggia per floppy, cartucce e chip, tornando al suo creatore solo dopo la caduta dell’URSS. Oggi, chiudendo il cerchio, è tornato nelle mani di Pajitnov, pronto a continuare il suo eterno incastro. Se vogliamo, Tetris è una metafora perfetta della vita. I pezzi cadono senza sosta, spesso nel disordine più totale, e noi possiamo solo ruotarli, adattarli, cercare un incastro. È il tentativo eterno di trovare ordine nel caos, forma nell’imprevisto, armonia nella caduta. Proprio come nella realtà, non si vince: si resiste, riga dopo riga.




