Nel marzo del 1989 Tim Berners‑Lee, ricercatore britannico al CERN di Ginevra, presentò un documento intitolato “Information Management: a Proposal”, definito dal suo supervisore come «vago ma interessante». Qual era la sua idea? Un sistema ipertestuale che permettesse di collegare documenti sparsi su computer diversi senza dover accedere a ciascuno separatamente. Insieme all’ingegnere belga Robert Cailliau perfezionò la proposta formalmente nel novembre del 1990, coniando il nome WorldWideWeb e definendo i termini tecnici che sarebbero diventati HTTP, HTML e URL
Verso la fine del 1990 Berners‑Lee implementò il primo server e browser funzionante su un computer NeXT al CERN, con l’ormai celebre etichetta “DO NOT POWER IT DOWN!” (vedi immagine nella nostra galleria). Era la culla tecnologica del WWW
Il 20 dicembre 1990 fu pubblicato – inizialmente solo all’interno della rete CERN – il primo sito web al mondo: http://info.cern.ch/hypertext/WWW/TheProject.html. Conteneva una descrizione del progetto WWW, link di navigazione, spiegazioni sull’uso del browser e sulle modalità di creazione di un proprio server.
Al pubblico, il sito fu reso accessibile il 6 agosto 1991, quando Berners‑Lee annunciò il progetto su Usenet e newsgroup. La pagina serviva da guida tecnica, educativa e sociale, spiegando agli utenti come usare un browser, configurare server e cominciare a contribuire alla nuova rete globale.
Nel 1993, infine, il CERN decise di rilasciare il codice del software web in pubblico dominio, rendendo il WWW royalty‑free e consentendo una rapida diffusione in tutto il mondo.
Nonostante la grandissima importanza del suo lavoro, Berners‑Lee rifiutò di brevettare o monetizzare la sua invenzione, convinto che solo offrendo la tecnologia su base aperta avrebbe potuto diventare un vero linguaggio universale. Il suo gesto altruistico gli negò guadagni immediati: il primo riconoscimento economico arrivò solo nel 2004, con il Premio della Tecnologia del Millennio, del valore di 1,2 milioni di dollari.



Immaginatevi una notte invernale del 1990, in una stanza del CERN illuminata da un neon: Tim Berners‑Lee digita l’URL info.cern.ch. Su uno schermo appare il primo sito della storia, privo di immagini e di effetti grafici, contiene però la promessa di un mondo interconnesso. Quel semplice testo divenne il cuore pulsante del WWW: il primo filo tessuto nella ragnatela globale.
Quel gesto di aprire il progetto al mondo, condividere tutto (gratuitamente), abbattere i confini tecnici, geografici e idealistici, è il vero cuore dell’informatica di un tempo: un’epoca in cui il pensiero contava più della grafica, l’idea più del business.
Curiosità
- Un compleanno confuso: molti celebrano il 23 agosto come il compleanno del Web (#InternautDay), ma la data corretta effettiva è 6 agosto 1991, giorno in cui Berners‑Lee annunciò pubblicamente il progetto. La confusione è nata da un post virale su Facebook nel 2016
- Il primo browser si chiamava “WorldWideWeb”: scritto in Objective‑C e girava su NeXTSTEP, combinava browser ed editor WYSIWYG. Per evitare confusione con la rete, fu poi ribattezzato Nexus. Il codice fu rilasciato in pubblico dominio il 30 aprile 1993.
- La scelta di non brevettare: Berners‑Lee aveva ben chiaro che se avesse imposto costi d’uso la rete sarebbe rimasta frammentata e proprietaria. La sua apertura permise una diffusione rapida e orizzontale della tecnologia.
- Un inventore nascosto nelle radici: i genitori di Tim erano matematici e lavorarono sul primo computer commerciale inglese, il Ferranti Mark 1. Il giovane Tim costruì il suo primo computer da un televisore dismesso, mentre studiava a Oxford.
- Info.cern.ch è ancora raggiungibile come sito restaurato da CERN: offre una replica fedele della pagina originale e consente di navigarla anche in modalità testo retrò.




