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Console Vectrex: la rivoluzionaria console vettoriale con schermo integrato

La console Vectrex, introdotta nel 1982 da General Consumer Electronics (GCE), rappresenta una pietra miliare affascinante nella storia dei videogiochi domestici. Distinguendosi per la sua innovativa grafica vettoriale monocromatica su schermo integrato da nove pollici, offriva un’esperienza ludica e visica unica. Nonostante la favorevole accoglienza della critica e un gioco preinstallato simile ad Asteroids (Mine Sweeper/Mine Storm), le vendite non decollarono, portando alla cessazione della produzione nel 1984 dopo l’acquisizione di GCE da parte di Milton Bradley. Il Vectrex rimane un simbolo di audace innovazione, purtroppo giunta in un periodo difficile per l’industria del videogioco a seguito della famosa crisi del 1983, nota anche come “Atari shock”.

La rivoluzionaria console Vectrex: un’icona del passato al Museo Messina Retrocomputing

Vi presentiamo un pezzo di storia videoludica davvero unico: la console Vectrex del 1982. Presentata per la prima volta al Summer CES di Chicago da General Consumer Electronics (GCE) e lanciata sul mercato in tempo per il Natale dello stesso anno, la Vectrex non fu solo una console, ma una vera e propria rivoluzione. In un’epoca dominata dalla grafica raster e dalla necessità di un televisore esterno, la Vectrex irruppe sulla scena con una caratteristica distintiva: un schermo CRT integrato da nove pollici in grado di visualizzare grafica vettoriale monocromatica.

Questa scelta tecnologica rappresentò un cambiamento radicale rispetto alle concorrenti. Le linee nitide e precise dei vettori creavano un’esperienza visiva inconfondibile, particolarmente adatta per giochi arcade classici come Asteroids, Battlezone e Tempest. Infatti, la console veniva fornita con un gioco preinstallato simile ad Asteroids, inizialmente chiamato Mine Sweeper e successivamente noto come Mine Storm, permettendo agli acquirenti di immergersi immediatamente nel mondo dei giochi vettoriali.

Le caratteristiche tecniche erano di tutto rispetto per l’epoca: il processore scelto fu il Motorola 68A09 ad 1,5 Mhz (la velocità dell’originale 6809 era di 1 Mhz). Questo processore era ad 8 bit, ma alcuni registri interni funzionavano a 16 bit. Da molti è considerato il precursore della famosa famiglia dei processori 68000 (Commodore Amiga, Apple Mcintosh / Lisa, Atari ST, Sinclair QL…). Altra caratteristica degna di nota fu l’utilizzo del chip audio General Instrument AY-3-8910, un generatore sonoro a tre voci che fu largamente utilizzato anche in ambito Arcade e commercializzato ed usato da altri brand, tra cui Yamaha. Il monitor era fornito da Samsung e rappresentava la vera innovazione della console, ovvero una soluzione integrata e indipendente da televisori esterni. Le cartucce dei giochi erano solitamente di 8Kb, ma alcune arrivavano fino a 64Kb, sfruttando la possibilità del processore di mappare direttamente la memoria delle cartucce senza significativi ritardi.

Nonostante la sua innovazione, la Vectrex era monocromatica. Per ovviare a questa limitazione, GCE adottò un sistema ingegnoso di sovrapposizioni di plastiche colorate che si applicavano sullo schermo, un metodo che richiamava alla mente il primo sistema Odyssey. Ogni gioco aveva le proprie overlay, aggiungendo un tocco di colore e personalizzazione all’esperienza visiva. È interessante notare che fu sviluppata anche una versione a colori della console, dotata di un sistema di fosfori colorati sovrapposti, ma questo prototipo non fu mai commercializzato.

Il design della Vectrex, con il suo schermo integrato, ricordava vagamente una versione nera del Macintosh di Apple, sebbene quest’ultimo sarebbe apparso solo alcuni anni dopo. Oltre al suo aspetto unico, la Vectrex vantava anche periferiche interessanti, come il 3D Imager, un dispositivo opzionale che prometteva un’esperienza tridimensionale nei giochi compatibili. Sebbene non abbia mai raggiunto una vasta diffusione, testimonia la volontà di GCE di spingere sempre più lontano i confini dell’innovazione nel settore dei videogiochi domestici.

Purtroppo, nonostante l’ottima accoglienza della critica, il successo commerciale della Vectrex fu limitato. Lanciata in un periodo in cui l’industria dei videogiochi era sull’orlo del collasso, con solo circa 30 giochi prodotti per il sistema, e nonostante l’acquisizione di GCE da parte di Milton Bradley nel 1983, la produzione della Vectrex cessò nel 1984.

Nonostante la sua breve vita commerciale, la Vectrex rimane un oggetto molto affascinante per appassionati e collezionisti. La sua audace innovazione e il suo approccio unico, per l’epoca, alla grafica la rendono un pezzo fondamentale nella storia dei videogiochi, un esempio di come idee brillanti non sempre si traducano in successo di mercato.

Il Museo Messina Retrocomputing conserva una versione perfettamente funzionante del Vectrex, restaurato e riportato al suo originale stato di funzionamento, dove si potranno anche provare diversi giochi, tra cui Spike. In questo gioco, con i due personaggi simili a dei gatti (Spike e Molly) si potrà ascoltare una delle prime sintesi vocali utilizzate nelle console domestiche: ”Eek! Help, Spike!” e ”Oh, no! Molly!” sono le frasi che i due simpatici personaggi dicono durante il gioco. Considerando che si trattava del 1983 e che le cartucce di gioco avevano una capacità di soli 4Kbytes, si tratta di un risultato sorprendente. Testimonianza della creatività e dell’ingegno dei programmatori dell’epoca. Probabilmente il primo gioco con sintesi vocale è stato Stratovox, videogioco arcade (per sale giochi)del 1980, sviluppato dalla giapponese Sun Electronics (nulla a che vedere con Sun Microsystems, poi diventata Oracle).  

Cinque Curiosità sulla Console Vectrex:

  1. Il “Macintosh Nero” dei videogiochi: la sua forma con schermo integrato ricordava, seppur in nero, il design del futuro Apple Macintosh.
  2. Colori “Fai-da-Te”: per dare l’illusione del colore nei giochi monocromatici, si utilizzavano delle semplici pellicole di plastica colorata da sovrapporre allo schermo.
  3. Un prototipo a colori mai nato: esisteva un prototipo funzionante di Vectrex a colori che utilizzava un ingegnoso sistema di fosfori colorati sovrapposti, ma non fu mai commercializzato.
  4. Lanciata alla vigilia del collasso: la Vectrex arrivò sul mercato proprio quando l’industria dei videogiochi stava per affrontare una grave crisi nel 1983.
  5. Spike: questo videogioco, sviluppato nel 1983, presenta una delle prime sintesi vocali utilizzate nelle console. Traguardo ancora più rimarchevole considerando che le cartucce di gioco erano di solo 8Kbytes!

Caratteristiche tecniche della console Vectrex:

ModelloVectrex / HP-3000
RilasciatoGennaio 1982
Produzione terminataFebbraio 1984
ProcessoreMotorola 68A09 (evoluzione del Motorola Motorola 6800). Inizialmente era previsto il MOS 6502.
MHz1,6 MHz
RAM1 KB
ROM2 KB (8 KB con il gioco integrato Minestorm)
Supporto datiCartucce fino a 12 KB (gioco integrato in ROM: Minestorm)
SchermoSchermo Vectordisplay integrato 9×11″
ColoriMonocromatico, colori solo con sovrapposizioni fornite con i giochi
Suono3 canali, mono, chip audio AY-3-8912 della General Instruments, altoparlante integrato
PorteSlot per cartucce, 2 porte per joystick (utilizzate anche per 3D-Imager e Lightpen)
JoypadFino a 2, analogico, 4 pulsanti di fuoco
Venduto inIn tutto il mondo
Prezzo di lancio$199 nel 1982
SpecialiUnica console con Vectordisplay, 30 giochi sviluppati.
Accessori3D-Imager, Lightpen, secondo Joypad
Peso7,8 KG

Alessandro Coletta
Alessandro Colettahttps://alessandrocoletta.com/
Art director, graphic designer, adman and writer. Analogue by birth, digital by design. Music, vinyl, Hi Fi and RetroComputing addicted.
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