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WarGames: il film che ha acceso la scintilla dell’hacking nella cultura moderna

Nel giugno del 1983 usciva nelle sale americane un film che cambiò per sempre il modo in cui il pubblico percepiva i computer e l’hacking. WarGames, diretto da John Badham, ha raccontato la storia di un giovane hacker (e smanettone…) che, per gioco rischia di scatenare una guerra nucleare. Ma oltre alla trama avvincente, il film ha avuto un impatto profondo sulla cultura tecnologica e sulla sicurezza informatica. WarGames ha portato l’hacking sul grande schermo, influenzando la percezione pubblica della tecnologia e contribuendo alla nascita della cultura hacker moderna.

Un’epoca di tensioni, guerra fredda e tecnologie emergenti

All’inizio degli anni ’80, il mondo era immerso nella Guerra Fredda, e la tecnologia informatica stava rapidamente evolvendo. WarGames ha catturato e fotografato questo momento storico, presentando una storia che combinava la paura di un conflitto nucleare con le nuove possibilità offerte dai computer domestici. Presentato fuori concorso al Festival di Cannes il 19 maggio 1983 e rilasciato in sala, negli Stati Uniti, il 3 giugno 1983.

La trama: un gioco pericoloso

Il protagonista, David Lightman (interpretato da Matthew Broderick), è un adolescente appassionato di computer che, cercando di accedere in anticipo a nuovi videogiochi, si imbatte in un sistema militare segreto: il WOPR (War Operation Plan Response). Credendo di giocare a un videogioco, David inizia una simulazione di “Guerra Termonucleare Globale”, ignaro che il sistema potrebbe interpretare le sue azioni come reali e scatenare una risposta militare.

Un set da un milione di dollari

Per rappresentare il centro di comando del NORAD, la produzione costruì uno dei set più costosi dell’epoca, con un budget di un milione di dollari. Questo set, con i suoi schermi e luci contribuì a rendere il film visivamente impressionante. Soprattutto per l’epoca.

Preparazione al ruolo: tra Galaga e Galaxian

Per prepararsi alle scene in cui il suo personaggio gioca ai videogiochi, Matthew Broderick ricevette dalla produzione due macchine arcade, Galaga e Galaxian, che installò a casa sua. Trascorse due mesi a giocare, affinando le sue abilità videoludiche per rendere le scene più autentiche.

Impatto culturale e legislativo: una svolta epocale!

Il film non solo ottenne un grande successo di pubblico, ma sollevò anche questioni importanti sulla sicurezza informatica. Dopo una proiezione privata al Camp David, il presidente Ronald Reagan fu talmente colpito dal realismo della trama da chiedere ai suoi consiglieri di valutare la plausibilità di un simile scenario. Questo portò, nel 1984, all’emanazione del National Security Decision Directive 145, che rafforzò le misure di sicurezza informatica negli Stati Uniti. Si trattava di vere e proprie leggi anti-hacker.

Tecnologie e termini introdotti

WarGames introdusse al grande pubblico termini e concetti come “wardialing“, una tecnica utilizzata dagli hacker per trovare sistemi accessibili tramite modem. Inoltre, il film contribuì a diffondere l’immagine dell’hacker come giovane genio ribelle, influenzando la cultura pop e ispirando molti a interessarsi alla programmazione e alla sicurezza informatica.

Conclusione:

WarGames rimane un film fondamentale nella storia del cinema e della tecnologia. Ha saputo anticipare le preoccupazioni legate alla sicurezza informatica e ha influenzato sia la cultura pop che le politiche governative. Ancora oggi, le sue tematiche sono attuali, e il film continua a essere un punto di riferimento per appassionati di retro-computing e non solo.

Un film che ha unito intrattenimento e riflessione, anticipando le sfide della sicurezza informatica e lasciando un’impronta indelebile nella cultura tecnologica.

Personalmente trovo che sia uno dei film di fantascienza “invecchiati meglio” della sua epoca. Sia per la trama che per la ricostruzione storica della Guerra Fredda. 

Curiosità:

  • Il computer utilizzato da David J. Lightman (Matthew Broderick) è un IMSAI 8080 (computer molto simile all’Altair 8800, di fatto è considerato uno dei primi “cloni”, se non il primo, nel mondo dei computer)
  • Il nome del supercomputer WOPR è un gioco di parole con “Whopper“, un famoso panino di Burger King.
  • Il film ha ispirato la creazione di videogiochi, tra cui una versione per ColecoVision e un gioco per PlayStation intitolato WarGames: Defcon 1.
  • La tecnica di “wardialing” mostrata nel film ha influenzato la terminologia hacker, portando anche alla nascita del termine “wardriving“, utilizzato per descrivere la ricerca di reti Wi-Fi non protette.
  • Il film ha ricevuto tre nomination agli Oscar e ha vinto un BAFTA per il miglior sonoro, consolidando il suo successo sia critico che commerciale.
Alessandro Coletta
Alessandro Colettahttps://alessandrocoletta.com/
Art director, graphic designer, adman and writer. Analogue by birth, digital by design. Music, vinyl, Hi Fi and RetroComputing addicted.
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